9 luglio 2008

RONDE OPERAIE. E I MINISTERIALI CHE FANNO?

Schiacciati, bruciati, avvelenati, spezzati.
Gli operai muoiono sul lavoro per un salario miserabile. Una media di quasi quattro al giorno.
Fiumi di parole, di impegni solenni, di decreti legge non sono riusciti nemmeno ad attenuare il fenomeno.
La macchina per pompare profitto è troppo potente, nessuno ha interesse a fermarla.
Sulla sicurezza (falsa) dei cittadini sono pronti tutti ad agire, sulla sicurezza degli operai solo chiacchiere al vento.

Nessuno difenderà la pelle degli operai se non gli operai stessi

Si stanno formando le RONDE OPERAIE, per la propaganda diretta delle norme antinfortunistiche, per la denuncia pubblica dei posti di lavoro dove mancano le misure di protezione.
A Milano, per esempio, saranno decine i cantieri aperti per l’EXPO 2015.
Quanti operai pagheranno con la vita il “grande business”?

Questi alcuni operai e delegati sindacali delle fabbriche che hanno aderito: Ansaldo Camozzi Milano, Jabil ex Siemens Cassina De Pecchi (MI), Hoffman Monza (MI), Pirelli Milano, INNSE Presse Milano, Schneider elettric Stezzano (BG), Comitato Operaio Falck contro l’amianto, Sesto San Giovanni, Dalmine (BG) Microtecnica Brugherio (MI), L’isolante K-Flex Roncello (MI), Candy Brugherio, (MI) Amsa Milano, Fireweb Trezzano Rosa (MI), Comitato operai ex Falck contro l’amianto Vobarno (BS), Spriano Vimodrone, Tessival Ponte San Marco (BS).

E nei ministeri che si fa? Solo belle autocelebrazioni, così la coscienza è a posto (soprattutto quella sindacale)…
Tutto è pronto per andare alla casa al mare o in montagna (o dove cazzo volete, se potete farlo ancora!).
Mentre il governo - democraticamente voluto anche da moltissimi dipendenti statali - sovverte l’ordine repubblicano costituzionale, smantella il diritto del lavoro, toglie ai poveri per dare ai ricchi, mentre si muore ancora sul lavoro, si fa di tutto per non disturbare il manovratore… (ma l’opposizione parlamentare dov’è?)
Vogliamo aspettare che vengano a prenderci negli uffici per mandarci via?
Eh già, che un po’ lo meriteremmo, noi statali, di essere cacciati via. Ma non perché siamo fannulloni (a dir dell’altro nano): lavoriamo fin troppo bene con i mezzi e lo stipendio che abbiamo.
Lo meriteremmo per l’ignavia di troppi, per il voler sempre delegare quello che potremmo fare in prima persona, perché vogliamo difendere solo miseri, personali privilegi, perchè mettiamo sempre la testa sotto la sabbia, affidando ad un altro la soluzione dei problemi (suoi e dei suoi amici…): a noi serve solo il calcio, o la parabola (quella evangelica e quella televisiva), o il cellulare ultimo modello, o la pleistescion, o l’automobile ipertecnologica super ecologica, o la nuova velina più fica di quella di prima ma sempre qualche immigrato da cacciare via, per ricordargli che siamo padroni a casa nostra!!!
Si sta abbattendo un enorme sciagura sul lavoro pubblico, mentre i burocrati sindacali, (che si stanno accordando con governo e confindustria, per proteggere i propri apparati ed i propri privilegi di parassiti del lavoro) fanno i soliti velleitari proclami, sempre per non disturbare il manovratore…

Autorganizziamoci come hanno fatto gli operai delle fabbriche.

DIFENDIAMO il lavoro statale, i servizi che diamo ai CITTADINI (e non UTENTI), per uno Stato VERAMENTE sociale.

CONTRO il profitto, la burocrazia sindacale, politica, dirigenziale.

E, COME AL SOLITO, L’AMICO DELL’AMICO RIUSCIRA’ A SALVARSI IL CULO…

Cobas M.E.F.